26 Novembre 2014 Recital letterario tratto dal testo di Eve Ensler

I Monologhi della VaginaIl Centro per le Donne di Jesi presenta alcuni estratti del celebre testo “I monologhi della vagina”, un viaggio a tratti ironico e tratti tragico, per celebrare le donne e combattere ogni forma di violenza contro di loro.

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25 Novembre 2014

Diciamo NO alla VIOLENZA!

Diciamo NO alla VIOLENZA!

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8 MARZO 2014, Jesi

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Sconfiggere gli stereotipi di genere partendo dalle fiabe

Settenove:

una casa editrice indipendente • un progetto di prevenzione alla violenza di genere • un impegno contro la discriminazione • un contrasto agli ostacoli culturali • una proposta di nuovi linguaggi • pari opportunità tra le persone • diritti, rispetto, collaborazione •

http://settenove.wordpress.com/page/2/

Pane quotidiano del 3 dicembre 2013 – Quale rapporto lega gli archetipi delle fiabe, gli stereotipi e la violenza di genere?
Ne discutono a Pane quotidiano Monica Martinelli, giovane direttore editoriale di una casa editrice impegnata contro discriminazioni e femminicidio, e Chiara Carrer, illustratrice che ri-racconta le fiabe ri-disegnandone protagonisti e sfondi.

 

Sabato 8 marzo 2014 – ore 18.00 – Fano, Mediateca Montanari

CON LE PAROLE GIUSTE. Incontro con Monica Martinelli e Federica Panicali
In collaborazione con Settenove edizioni e Associazione Percorso Donna di Pesaro

 

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Autovalutazione del rischio di violenza

Questionario realizzato dal Dipartimento di Psicologia, Seconda Università degli Studi di Napoli con l’Associazione Differenza Donna, Onlus. 


Compilando questo questionario si può 
capire:
  • Se nella relazione con il proprio partner, o con un ex partner, ci sono segnali di rischio di violenza o se si tratta di semplici litigi;
  • Se nel caso si subisca violenza, che pericolo c’è che si possa subire ulteriori vessazioni, e se è opportuno rivolgersi a qualcuno per chiedere aiuto;

Il questionario è anonimo, a tutela della privacy. È importante rispondere a ogni domanda e in base alle risposte verrà calcolato un ‘profilo di rischio di violenza’, verranno inoltre dati alcuni consigli e indicazioni su cosa è opportuno fare.

PER COMPILARE IL QUESTIONARIO VAI AL SEGUENTE LINK:
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Venerdì 29 Novembre 2013. Chi è il maestro del lupo cattivo?

Ricordiamo l’incontro di questo venerdì alle ore 18, con Ico Gasparri – artista sociale e fotografo, presso il Palazzo della Signoria di Jesi.

La conferenza tratterà il tema delle radici culturali della violenza sulla donna rintracciabili nella pubblicità stradale.

manifesto-29nov2013

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UNA PAGINA AL GIORNO TOGLIE IL LUPO DI TORNO

Dal libro “Chi è il maestro del lupo cattivo?” di Ico Gasparri 

LUPO CATTIVO 1

Pag. 11 e foto © Ico Gasparri 1991

Eppure, messi i piedi sull’asfalto moderno, salendo e scendendo i gradini della metropolitana, qualcosa mi era chiaro: tutte quelle immagini pubbliche non potevano non avere un’influenza sulle coscienze dei cittadini – uomini e donne, vecchi e bambini, italiani e stranieri (allora ancora pochi) – che tutti i giorni si trovavano immersi in quella drammatica scenografia. Allora ho cominciato ad allarmarmi. 
Dopo i primi scatti che comprendevano ancora panorami cittadini devastati da un pesante inquinamento visivo da pubblicità generiche, decisi di dedicare il mio tempo fotografico milanese proprio alla raccolta di queste immagini che facevano scempio dell’immagine della donna. Addio scorci dalla lu­ce dolorosa di Atrani, Amalfi, Cava e addio alle luci mutevoli e fredde di Parigi. Avrei fotografato fotografie di altri foto­gra­fi attaccate al muro! 
Sapevo che una raccolta, per essere efficace, doveva essere svolta con scrupolo, completezza, consistenza numerica adeguata a rappresentare il fenomeno e, soprattutto, studiata nella sua evoluzione nel tempo.
Il fenomeno sarebbe stato efficacemente documentato sol­tan­to nella sua archiviazione sui grandi numeri. Se avessi presentato dieci foto, mi sarei sentito dire che si trattava di un caso isolato.
Infausta riflessione! Accidenti all’archeologia! Da allora non mi sono più fermato per la bellezza di venti lunghissimi anni.

Il titolo 
Chi è il maestro del lupo cattivo? è nato subito ed è scaturito dalla convinzione che i lupi cattivi – cioè gli stupratori dei più vari livelli, dagli omicidi/femminicidi alle mani morte sul metrò – hanno pur bisogno di un maestro o di una serie di maestri che impartiscano il cattivo esempio e la cattiva lezione. Stupratori non si nasce.
Non spettava a me analizzare i risvolti psicologici del problema, ma mi era chiaro che tutti tendevano a non parlarne nelle occasioni in cui casualmente si discuteva di questo filone della pubblicità. Tacevano anche quelle e quelli che nulla avevano a che vedere con la pubblicità e i suoi guadagni. Non capivo perché e l’avrei capito diciotto anni dopo in un’aula dell’Università di Bologna.

 

 
 
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